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Preghiamo con l'arte

Pasqua 2012

entrataaGerusalemme 

 

L'ENTRATA A GERUSALEMME:

 

L’immagine che abbiamo scelto per la Pasqua di quest’anno è L’Entrata di Gesù a Gerusalemme, attribuita a Lippo e Tederigo Memmi ed affrescata sulla parete della navata destra della Collegiata intorno alla seconda metà del quarto decennio del Trecento. La scena occupa due riquadri: in quello a sinistra Gesù procede in groppa ad un’asina con accanto un puledro, come racconta San Matteo nel suo Vangelo (21,4-5): “Or tutto questo avvenne perché si adempisse il detto del profeta: Dite alla figlia di Sion: ecco il tuo re viene a te mansueto, seduto sopra un’asina e un asinello.” Il Re dei Re acclamato dal profeta Isaia (9,6) cavalca un’asina in segno di pace – in quei tempi i re montavano a cavallo soltanto per andare in guerra. Il Principe della Pace (Isaia 9,5) alza la mano in segno di benedizione. Dietro a lui è riconoscibile San Pietro con le chiavi del Regno consegnategli da Gesù, insieme agli altri Apostoli (distinguibili per l’aureola), mentre un ragazzo stende il proprio mantello davanti al Redentore. Altri ragazzi tagliano le fronde di un ulivo, altro simbolo della pace, per distribuirle alla folla accorsa ad incontrare il Messia. Il gesto di omaggio del ragazzo col mantello lega insieme i due riquadri; in quello a destra altri ragazzi si stanno spogliando per preparare la via al Signore (Isaia 40,3) che sta per entrare nella porta di una Gerusalemme caratterizzata dall’architettura gotica della realtà quotidiana degli autori del dipinto, in mezzo agli abitanti elegantemente vestiti alla moda. Questa ambientazione contemporanea dimostra che l’ingresso trionfante del Signore in mezzo al Suo popolo non è successo soltanto una volta per tutte duemila anni fa, ma si ripete ogni volta che apriamo il cuore al Suo messaggio di amore e di pace.

 

Susan Scott

 

Responsabile del Museo d’Arte Sacra di San Gimignano

 

Preghiamo con l’arte

 

Questa pagina servirà a far conoscere ai sangimignanesi, parrocchiani e non, tutte le iniziative che riguardano l’arte nella Collegiata: conferenze, restauri, nuovi allestimenti. Inoltre, ogni mese verrà illustrata un’opera che si trova nella chiesa o nel museo che magari tutti hanno visto ma forse mai guardato per bene. Per questo primo mese, abbiamo scelto il bellissimo affresco dell’Annunciazione, datato al 1482 e attribuito a Sebastiano Mainardi, collocato nel chiostrino attiguo alla basilica, dal lato di Piazza Pecori.
L’angelo Gabriele sorprende Maria mentre legge un libro aperto sul leggio al centro della scena. All’arrivo del messaggero di Dio, Maria lascia la lettura e assume subito un atteggiamento di preghiera. Sui piccoli cartigli attaccati al ripiano del mobile sono riportati due versetti dei Salmi: “Laudate Dominum omnes gentes” (“Lodate il Signore tutte le genti”) e “Initium Sapientiae timor Domini” (“Il timore del Signore è il principio della sapienza”). Gabriele tiene in mano un giglio come segno della purezza della Vergine, mentre sopra la sua testa la colomba dello Spirito Santo manda i raggi di luce che porteranno nel mondo, attraverso il grembo della Madre di Dio, la luce divina del Redentore.
Anche se l’Annunciazione viene festeggiata il 25 marzo, ritentiamo giusta la scelta di quest’immagine per la pagina inaugurale della nostra nuova rubrica, come segno di inizio e di apertura: apertura alla Parola di Dio come Maria si è aperta alle parole dell’Angelo, apertura simboleggiata dalla finestra che si apre alle loro spalle.